L’importanza di una donazione regolare secondo Paolo

È al nostro fianco da molti anni, ma la sua generosità e il suo cuore non smettono mai di stupirci. Paolo Belli, grande amico di Fondazione Telethon e protagonista di tante maratone tv, ha scelto di compiere un passo in più e di diventare donatore regolare. In un video-racconto realizzato per la tv, ripercorre cosa rappresenta Fondazione Telethon per lui e per tutti: una storia che parla di ricerca e futuro per tanti bambini con una malattia genetica rara.

Paolo Belli

Le storie di chi non perde la speranza

In tanti anni di maratona Telethon in tv, Paolo ha ascoltato storie di famiglie accomunate tutte da un grande coraggio, dal desiderio di non perdere la speranza e affrontare la malattia con forza. Storie di famiglie come quella di Ilaria, 7 anni, che è affetta da atrofia muscolare di tipo 2, una malattia neurodegenerativa che le impedisce di camminare. La famiglia di Ilaria è forte, ma in realtà non esiste un’alternativa alla forza, come racconta suo papà Maurizio.

Ilaria affronta l'atrofia muscolare spinale e non può camminare

Tanti genitori come lui reagiscono a queste situazioni aggrappandosi alla fiducia nella ricerca che solo grazie a una donazione regolare è possibile sostenere.

“Quanto coraggio nei loro occhi, con quanta forza lottano per il futuro dei loro bambini! Non possiamo lasciarli soli.”

Paolo Belli

Lo stesso coraggio lo leggiamo negli occhi dei genitori di bambini come Elettra, Rodrigo e Arianna, che affrontano patologie molto rare, che privano le loro famiglie della possibilità di vederli sorridere, ricambiare uno sguardo o parlare. Leggi altre storie >

Elettra affronta la sindrome di Williams e non può parlare

La ricerca Telethon dona speranza

Con la pandemia di Covid19 abbiamo capito tutti quanto è difficile affrontare una malattia sconosciuta. Ormai sappiamo bene che solo la ricerca può trovare risposte e donarci un futuro.

Fondazione Telethon si occupa da oltre trent’anni di malattie genetiche rare come quelle di questi bambini e lo fa a diversi livelli: dallo studio di base dei meccanismi responsabili delle patologie alla sperimentazione di terapie sul paziente e allo sviluppo di cure, che possano far ritrovare il sorriso a tanti genitori. Lo fa soprattutto attraverso due istituti di ricerca d’eccellenza: Il Tigem di Pozzuoli e il SR-Tiget di Milano.

Guarda il video e scopri di cosa si occupano i ricercatori del Tigem di Pozzuoli

La ricerca Telethon attraverso la terapia genica sta curando bambini da tutto il mondo, sta donando loro una vita normale come quella dei loro coetanei.

Guarda il video e scopri di cosa si occupano i ricercatori del SR-Tiget di Milano

“La ricerca Telethon dona speranza, ma per farlo ha bisogno del nostro aiuto tutto l’anno”

Paolo Belli

L’incontro con Manuela, donatrice regolare

Esiste una grande squadra di donatori regolari che ogni giorno alimentano questa speranza. Paolo Belli in questo video-racconto ha incontrato di persona una sua “collega”, una donatrice come lui: Manuela, pensionata, nonna e sostenitrice regolare Telethon da 3 anni.

L'incontro tra Paolo Belli e Manuela, donatrice regolare Telethon

“Fino a pochi anni fa molte malattie erano ancora sconosciute, non esistevano terapie. Oggi sono stati fatti tanti passi avanti, ma altri passi avanti possono essere fatti nel futuro”: così Manuela spiega perché ha scelto di sostenere regolarmente la ricerca e i ricercatori Telethon. Leggi le testimonianze di altri donatori straordinari >

“Ogni vittoria è un presupposto per una nuova conquista sulla malattia”.

Manuela, donatrice

Paolo e Manuela ci ricordano che molti bambini sono stati curati grazie alla ricerca, ma c’è ancora molto altro da fare, perché ci sono molti bambini che hanno bisogno di un futuro migliore e la ricerca non si può fermare!

“La ricerca va avanti, anche per i bambini che non sono ancora nati, per i genitori che non sono ancora genitori… Un giorno, quando la malattia busserà alla loro porta, qualcuno potrà dire loro: tranquilli, la ricerca è riuscita a sconfiggerla questa malattia”.

Maurizio, papà di Ilaria

Questo è il futuro che vogliamo: aiutaci anche tu a  sconfiggere altre malattie genetiche, doniamo un futuro ai bambini rari!